Teatro Pirandello: “Il Casellante” ed è subito applauso per lo spettacolo di Moni Ovadia ed Incudine – FOTO

Sarà l’amore smodato e campanilistico verso un autore agrigentino, sarà il talento e la bravura di Moni Ovadia, Mario Incudine e Valeria Contadino, sarà la musica, rigorosamente eseguita dal vivo, sarà la lingua, quel “vigatese” che grazie al “Commissario Montalbano” è entrato nel linguaggio parlato di tutti, fatto sta che ieri al Teatro Pirandello, gli scrosci degli applausi per “Il Casellante”, sono stati davvero fragorosi.
ll romanzo di Andrea Camilleri trasposto in scena da Giuseppe Dipasquale, racconta l’ossimoro che è la Sicilia con un linguaggio tipico di Camilleri che impartisce il “la” ad una storia che ha una melodia insita anche quando gli strumenti non sono in scena. Diversi e forti i temi trattati, la guerra, l’amore, la violenza, la maternità negata, la follia ed il destino che a volte può cambiare le sorti.
Lo spettacolo interpretato con mestiere da Moni Ovadia, che, quasi in modo “brechtiano”, “indossa” diversi personaggi: il narratore il barbiere, il giudice, un gerarca, il ferroviere autore della violenza sessuale e perfino la “mammana” del paese. Insieme a lui, ormai quasi in sodalizio inscindibile, Mario Incudine nel ruolo del casellante e Valeria Contadino, nei panni dolenti di Minica, la moglie incinta del casellante vittima di un abuso che la condanna alla sterilità e alla follia (struggente nella ripetizione quasi ossessiva “naturalmente ha perso il bimbo”).
La “colonna sonora”, viva, del “Casellante” è a cura dello stesso Mario Incudine, valente cantante, attore, polistrumentista che propone ora rivisitazioni di canzoni dell’epoca fascista o delle serenate, ora pezzi originali con l’apporto dei musicisti Antonio Vasta e Antonio Putzu. Solo ad un certo punto Incudine, “deposita” gli strumenti, quando per estremo amore verso Minica, la aiuta a “trasformarsi” in albero che “Dà frutto” e da quel momento la musica stessa diventa diegetica, dell’anima, qualcosa di impalpabile ed etereo.
Tra agro e dolce, tra risate e commozione, tra musica e il rumore assordante delle bombe, sarà sempre il destino, a volte sorprendente, che darà una svolta ad una storia che tanto ha appassionato il pubblico agrigentino.
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