Continua senza sosta i controlli nell’agrigentino negli oleifici per verificare il rispetto dei requisiti di legge e le condizioni igienico-sanitarie all’interno delle strutture.
“Anche nel 2023, per colpa di qualche imprenditore oleario disonesto, il fiume Naro ad Agrigento è diventato scuro, per la presenza di acque di vegetazione. E tutto ciò avviene, nonostante gli intensi controlli dei Carabinieri del Nucleo Ambientale, che negli scorsi anni hanno colpito duramente questa categoria di imprenditori”.
La Polizia Provinciale, insieme con i funzionari dell’ARPA, ha provveduto ad effettuare dei controlli negli oleifici situati nel territorio del Comune di Favara.
“Anche quest’anno alcuni dissennati imprenditori del settore oleario hanno versato le acque di vegetazione nei torrenti e nei fiumi (queste immagini effettuate con un drone si riferiscono alla foce del fiume Naro, nel cui bacino idrico ricadono i frantoi di Canicattì, Naro e Favara)“.
Attraversano il fiume Naro e arrivano direttamente nel mare di Cannatello, ad Agrigento. Si tratta delle acque di vegetazione, come denuncia l’associazione ambientalista Mareamico Agrigento, “provenienti da qualche frantoio tra Naro, Canicattì o Favara“.
Il Settore Ambiente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e il Corpo di Polizia Provinciale hanno programmato una serie di controlli sugli impianti di depurazione delle acque reflue di tutti i 43 Comuni della provincia.
Il Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, congiuntamente a personale del Nucleo Operativo Ecologico di Palermo, del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, dell’Agenzia Regionale per la