Il Tribunale di Agrigento ha condannato ad un anno e tre mesi l’empedoclino accusato di avere aggredito un proprio compaesano e coetaneo sferrandogli calci pugni minacciandolo persino di morte.
Sarebbero due le persone rimaste ferite dopo una lite divampata fra extracomunitari in via Callicratide. Le due persone sono finite al pronto soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici avrebbero diagnosticato ferite non gravi.
Avrebbe aggredito un proprio compaesano e coetaneo sferrandogli calci, pugni e minacciandolo persino di morte. L’aggressione, avvenuta nel luglio del 2021 nel popoloso quartiere dei “Grandi Lavori”, sarebbe da ricondurre a futili motivi legati all’asserito danneggiamento di un’auto in sosta durante una manovra.
Avrebbe preso a calci e pugni l’ex compagno per strada. Per questo una giovane 27enne di Lucca Sicula è stata condannata dal Giudice di Pace di Ribera.
Sarebbero volati pungi e calci e per questo i due protagonisti della vicenda hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Si tratta di due extracomunitari ospiti della struttura d’accoglienza di Siculiana dell’ex hotel “Villa Sikania”.
Finisce agli arresti domiciliari il presunto aggressore di una giovane donna trentenne, sua compagna, dopo averle dato calci e pugni che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.
Un uomo di quarantasette anni di Sciacca, è stato condannato a tre mesi di reclusioni, pena sospesa, poiché ritenuto il responsabile di maltrattamenti di animali.
Una mega rissa è scoppiata in pieno centro nella notte tra mercoledì e giovedì a Licata, nei pressi della zona del Porto, dove quattro giovani se le sono date di santa ragione.