L’operazione è stata denominata in codice “H24” ed è stata condotta dalla Squadra mobile di Palermo con il coordinamento della Procura della Repubblica.
Il nome del giudice salterebbe fuori da alcune intercettazioni telefoniche. In particolare, in una intercettazione del 3 febbraio il cellulare di uno degli arrestati sembra essere rovente. Gli agenti di Polizia seguivano Antonio Di Betta, 26 anni, e quando sono intervenuti lo hanno trovato in possesso di 25 dosi di cocaina in tasca.
Il presunto cliente invece in tasca non aveva nulla, ma avrebbe tirato fuori un documento: “sono un giudice…“. Nulla rischia il presunto cliente che, non essendo stato trovato in possesso di droga, non sarebbe neanche stato segnalato in Prefettura.
Il suo nome comunque è finito nei circa 700 presunti clienti, fra i quali emergono nomi della “Palermo bene”, fra avvocati, psicologi, ristoratori e tanti altri professionisti.