Si tratta di un cittadino egiziano e di uno marocchino che nelle notte appena trascorsa sono stati individuati e sottoposti a fermo, grazie alle indagini della Squadra Mobile di Agrigento coordinata dal pm Salvatore Vella.
I superstiti, come si ricorderà, sono giunti a Porto Empedocle a bordo della nave della Marina Militare “Bettica” insieme alle cinque vittime morte per annegamento durante l’ennesimo “viaggio della speranza”.
“Le indagini eseguite dopo il salvataggio della Marina Militare e da parte della Squadra Mobile – afferma il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale (in foto) – ha consentito il fermo di due soggetti ritenuti i possibili scafisti che hanno condotto il barcone nelle acque del Mar Mediterraneo. Si è riusciti a risalire ai due soggetti grazie alle dichiarazioni degli immigrati che hanno riconosciuto nelle immagini fotografiche i presunti soggetti responsabili“.
“I reati contestati vanno dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravata, all’omicidio colposo plurimo; ciò in attesa di verificare altri eventuali reati da contestare“, conclude Di Natale.
“Si prospetta – dichiara il pm Salvatore Vella – una tragedia umanitaria perchè dei soggetti salvati dai primi dati pare che sull’imbarcazione vi erano più di 700 persone. E’ possibile dunque che i morti non siano solo i cinque accertati, ma circa 290 soggetti ad oggi risultano scomparsi“.
“I migranti – continua Vella – sono stati stipati in ambienti non idonei, come ad esempio nel vano motore delle imbarcazioni. Al momento in cui i migranti hanno avvistato la Nave ‘Bettica’ della Marina Militare, l’imbarcazione si è capovolta e ci dicono i superstiti che probabilmente quasi tutti i soggetti che stavano sul ponte più basso sono andati giù con tutta l’imbarcazione e quindi sono annegati. Stiamo continuando le indagini“.